sbrodoliNO

Comode scodelline da cui attingere con eleganza e contegno…
Giocosi (e gioiosi) coni di cialda in cui tuffarsi con allegria. Immergendosi in un mondo dai gusti e dai colori diversi che si sovrappongono in una montagna da “scalare” a piccoli assaggi, seppur a rischio di qualche “caduta”…
Come coniugare la praticità delle prime senza rinunciare al piacere dei secondi?
Come evitare che le gocce di gelato sporchino le dita (quando non i vestiti), colando lungo il cono?
Riprogettare il cono-gelato non può che significare ripensarlo per piccoli – piccolissimi tratti, perché è ormai un’icona entrata nell’immaginario collettivo: è l’estate che avanza, sono le vacanze fragorose, è il rientrare in una dimensione fanciullesca, riappropriandosi di un piacere intimo.
Non lo si può modificare esteticamente senza ledere alla sua immagine di oggetto-simbolo.
Però lo si può rendere più accattivante, coniugando il gusto alla forma e alla praticità.
Lo si può accarezzare con un pensiero semplice per poi intrecciarlo con una seconda cialda, intessendo una nuova gustosa trama: poco percettibile, rispettosa ma al tempo stesso estremamente “funzionale”.
Pensiamo a una spirale di cialda per non perdere nemmeno l’ultima goccia del proprio gelato; pensiamo a uno scivolo in cui le gocce potranno scorrere fino a rientrare nel cono da un “ingresso secondario”; pensiamo a un’elica fragrante in cialda da gustare insieme al nostro gelato.
Pensiamo ad un cono classico, solo con un sorriso – e un “salvagente” – in più!
E se la coerenza con il materiale di base utilizzato è massima e la funzionalità è indubbia, la valenza estetica di “sbrodoliNO” deve essere valutata in riferimento a quei concetti di gioco e divertimento che da sempre connotano i coni gelato.
D’altra parte lo stesso nome, “sbrodoliNO”, si pone come un chiaro richiamo al mondo dei bambini… o degli adulti ancora un pò “sbrodoloni”…

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