No_sense

Alice nei giardini delle meraviglie… Il gioco/mosca cieca struttura il giardino, i suoi percorsi, le sue pause, le sue luci, le sue ombre e i suoi colori. Le persone bendate intraprendono il viaggio dentro il giardino e dentro di sé; svincolati dalla vista, si enfatizza l’olfatto, l’udito ed il tatto, troppo spesso trascurati nei progetti di paesaggistica. Entriamo nel mondo del “no sense”: in un giardino “senza senso” (perché ogni persona gli attribuirà il suo), ma anche in un giardino da visitare letteralmente “senza un senso”. Oltre a “reale” e “artificiale”, così anche le categorie “bello” e “brutto” vengono messe in discussione: i ribaltamenti concettuali sono continui perché la distorsione è la vera matrice del progetto. E’ un “guardare” le cose da posizioni insolite per scoprire nuove prospettive. E’ un percorso che esalta la natura e le piante in tutta la loro “personalità”. Offriamo ai visitatori gli strumenti per giocare liberamente con la natura, lasciando “spazio” alla creatività e all’immaginazione personale; si crea così un rapporto equilibrato tra gioco e giardino, senza che il primo sovrasti il secondo o che il secondo annulli il primo.


Dati

tipo: concorso “15° Festival Internazionale dei giardini”
ente banditore: Conservatoire international des parcs et jardins et du paysage di Chaumont
cronologia: 2005


Credits

progetto: studio ghigos (Davide Crippa, Barbara Di Prete, Manolo Lochis, Matteo Gaverini e Francesco Tosi)


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