Loco-Emotiva

Loco-Emotiva la nuova stazione ferroviaria passeggeri e la sua piazza
LOCO-EMOTIVA in assonanza al tema di progetto ed insieme allusione ad un imprecisato luogo emotivo.
Il fulcro di questo progetto sta nel rapporto tra passato, presente e futuro.
Abbiategrasso presenta una serie di stratificazioni storiche di grande rilevanza.
Al rispetto per la storia e per le sue testimonianze associamo un forte riguardo verso le dinamiche socio-spaziali della contemporaneita’: all’atteggiamento conservativo nei confronti di ogni preesistenza corrisponde un progetto ipogeo, mimetico, complesso, mutevole e dinamico.
L’obiettivo è rispettare l’intorno senza per questo dover rinunciare ad esprimersi come uomini ed architetti della contemporaneità, per una città non “un museo di sé stessa”, ma organismo vivo e vivibile, che si confronta con le rivoluzioni in corso, fra cui quella digitale come opportunità.
Il linguaggio moderno si confronta con tutti quegli elementi storici – di una storia vicina o lontana – degni di rilevanza, trasformandoli da vincoli ad occasioni per progettare uno spazio piacevole e divertente.
La contemporaneità si esprime nel progetto attraverso vari elementi puntuali: cristalli di vetro polifunzionali ed “intelligenti”, uno schermo digitale, che configura una “muro futuribile”, posto non in contrapposizione ma in un’ostentata relazione con le mura storiche – in modo che queste stesse risultino enfatizzate nel loro ruolo di preesistenza.
Giochi luminosi definiscono sempre nuovi ed inaspettati spazi, configurando architetture di luce; l’uso di un simbolo della modernità –reinterpretato in chiave giocosa, ma che comunque rimane emblema del nostro tempo – quale è il pneumatico dell’automobile.
Da questo continuo incrociarsi di passato, presente e futuro scaturisce un concetto-chiave che ritorna in tutto il progetto: l’ interfaccia.
Il tentativo è stato quello di osservare e progettare uno spazio di confine.Ogni progetto di interfaccia ipotizzato cerca di “connettere”, pur non collegando, due o più elementi differenti. Si pongono come interfacce i già citati cristalli di vetro, che organizzano lo spazio sotterraneo della stazione ma emergono anche in superficie, che si materializzano attraverso lastre trasparenti, ma sono anche in grado, all’evenienza, di tradursi in segnalazioni luminose per gli utenti della stazione. Cristalli che diventano supporti espositivi; altri che accolgono alberi; cristalli che infine fungono da collegamento, vera e propria via di comunicazione tra livelli differenti, andando a contenere spesso quegli elementi di risalita che connettono la banchina della stazione con il soprastante parco.
Una seconda interfaccia è costituita da quel segno luminoso che spicca marcando un percorso nel verde, segno che non a caso è costituito da lame di luce “tratteggiate”, visto che vuole porsi come “traccia” delle sottostanti mura.
Una terza interfaccia si riscontra nel percorso viabilistico, che si snoda tanto nel soprasuolo quanto nel sottosuolo, per comparire a volte inaspettatamente e per brevi tratti nel parco, testimonianza di una presenza forte eppure celata sotto la superficie verde.
Infine, anche la scelta di porre una sequenza di cannocchiali a disposizione del pubblico sull’edificio dell’attuale stazione, può ritenersi un’interfaccia: essi relazionano un prima ed un dopo, un dentro ed un fuori.
Altro macrotema è l’attenzione al bambino; introdotto il tema del gioco e della fantasia, anche gli oggetti anche più diversi vengono reiterpretati scoprendo inaspettate valenze.
Progettare un parco ha significato quindi regalare uno spazio aperto, libero e creativo, alla popolazione, una “rivincita verde”, al cui interno in realtà si privilegiano lo spazio della pausa, del divertimento, della libertà.
Lo spazio della stazione, costituito dalle banchine e dagli spazi polifunzionali ad esse adiacenti, si configura attraverso vari percorsi dedicati che si snodano a quote sempre diverse, fino a –10 m.
In un’architettura dei percorsi mutevole ed instabile; luogo di transito per eccellenza, luogo di condivisione, spazio di aggregazione, area del passaggio ma anche della sosta.

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