Gesticolando

La mostra, fotografica, illustra una selezione di 120 gesti colti nelle loro sfumature di significati, valori e usi differenti.
Proponiamo così un dizionario (di munariana intuizione) di gesti inter-culturale, che conduce i visitatori in un viaggio tra paesi diversi, per scoprire quanto si possa essere simili pur nelle differenze e diversi nelle similarità: infiniti sono i percorsi possibili tra le sedie-espositori, che per la mostra accolgono persone fotografate e comunque comodamente “accasciate”…

La ricerca sfata poi una convinzione tutta italiana, secondo cui “al limite, ci si può capire a gesti”; l’analisi ha infatti messo in luce come ad uno stesso gesto si possano attribuire significati analoghi, ma spesso anche sorprendentemente contrastanti; significati inaspettati, che potrebbero spiazzare un cittadino ignaro. “Cenni sulla diversità” è per questo il sottotitolo della mostra, che vede nella parola diversità solo un elemento di ricchezza e, perché no, un’occasione per mettersi in gioco confrontandosi in una sorta di specchio infranto. La diversità dei gesti esposti diventa così un pretesto per sottolineare la ricchezza multiculturale in cui sempre più agilmente ci muoviamo, seppur spesso senza conoscere “il linguaggio” delle persone che ci stanno vicino e con cui dialoghiamo quotidianamente.

Un’ulteriore occasione di riflessione, un livello ancora più profondo di confronto, è rappresentato da un video messo gentilmente a disposizione dalla NAGA e dalla fotografa Luana Monte: il video, che diviene il centro del racconto, restituisce una realtà sommersa che pare accuratamente nascosta a chi non la vuole cercare all’interno delle proprie città; è una sorta di città invisibile, un mondo che si intreccia a fatica con quello istituzionale, che vive sospeso tra la legalità e l’illegalità a cui è spesso relegato anche senza volerlo. E’ una documentario sull’immigrazione, sul significato e sul ruolo che essa assume all’interno delle metropoli italiane e di Milano in particolare; un’immigrazione clandestina che si presenta con molteplici sfaccettature, che vive di ricchezze culturali in povertà.

Nella seconda tappa della mostra, allestita presso il museo “Forum di Omegna” la riflessione sulla gestualità si è arricchita di nuovi e diversi spunti: alla mostra è stato associato un programma di attività laboratoriali sul tema dell’espressione corporea; una serie di laboratori rivolti a bambini, ma non solo, che si sono svolti ciclicamente presso la sala espositiva del Forum stesso ed hanno coinvolto i visitatori della Ludoteca “Parco della Fantasia – Gianni Rodari”. Da “Ombre in gioco”, una performance artistica che nasce ogni volta che un’ombra si anima ribellandosi al suo corpo, a una operazione di “make-up progettuale” quasi fosse un “design pittorico”; da un laboratorio di auto-costruzione per burattini di recupero che danno vita ad una favola riciclata, a un’esperienza di set di posa che ha arricchito la ricerca di nuovi gesti facendo entrare il quotidiano in mostra; da un corso per avvicinarsi al linguaggio di chi “abita il silenzio” a un laboratorio di espressione mimico gestuale, invece per non perdere l’abitudine al silenzio ed imparare ad abbassare il volume al corpo. Fino alla conferenza “Pensando Mu-Nari” con Marzia Corraini e Beppe Finessi, un incontro per riavvolgere il filo dei nostri pensieri seguendo la “stella polare”che ha guidato tutta questa avventura.

In questa seconda tappa della mostra (visitabile fino al 20 maggio 2006) è stato realizzato anche “sCOPERCHIa”, un gioco di memoria alla scoperta delle diverse forme di gestualità nel mondo. Un’immensa distesa di coperchi in attesa di svelare il loro gesto. Un memory quasi infinito… 120 coperchi, per 60 coppie di gesti, che sfidano anche i migliori giocatori!

“sCOPERCHIa” è a disposizione per tutto il periodo della mostra, aperto sia ai bambini sia a quelli che un po’ bambini si sentono ancora.

Vedersi e non solo guardarsi, scoprirsi per provare a conoscersi e conoscersi per apprezzare il piacere di scoprirsi, a poco a poco, “imparando a comunicare”: questo potrebbe essere il vero senso della ricerca, ed è curiosare tra le tradizioni che ci sono lontane il cammino più immediato a cui vi invitiamo…accogliendovi a gesti.

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