CDQ _V3

Il sistema abitativo del futuro “Come, Dove, Quando Voglio” si struttura su 4 livelli:
– sociale, perchè si sogna una “democrazia virtuale” che permetta un accesso alla rete indiscriminato.
– individuale, che si manifesta con la realizzazione di un nomadismo virtuale che metta in diretto contatto bisogni e desideri dell’uomo con la funzione abitativa.
– ecologico, perchè il sistema prevede strutture che si adattano e integrano nell’ambiente.
– temporale, dal momento in cui si teorizza la metafora del vuoto come libertà.

Livello sociale: la Democrazia virtuale
All’oggi esistono almeno due “civiltà”: coloro che possono accedere al cyberspazio facilmente e coloro che invece ne rimane fuori, più o meno volontariamente.
La Rete, sponsorizzata come sistema aperto a tutti e per eccellenza democratico, non è in realtà così equo, poiché vincolato dal possesso di mezzi e capitali per l’accesso, tanto che il cyberspazio controllato da corporazioni descritto nel “Neuromancer” sembra un’ipotesi terribilmente realistica.
CDQV3 fa fronte a questa realtà proponendo un ambiente futuribile in cui la Rete sia davvero a disposizione di tutti, già predisposta in ogni punto dello spazio così che, in una sorta di rete nervosa, ovunque si decida di costruire la casa la connessione sia già predisposta.

Livello individuale: nomadismo virtuale e teletrasporto
Per “nomadismo virtuale” si intende la possibilità di costruire – o “trasportare” – l’ambiente che più si desidera in ogni momento della vita: la pelle dell’edificio si configura come elemento generatore di arredi ed è soggetta ad una continua metamorfosi perchè informazioni e ricordi viaggiano insieme all’abitante non solo nella mente, ma conservati nella rete, da cui poi modificano la “membrana sensibile” della cellula abitativa.
Il nomadismo virtuale presenta dunque due possibilità opposte: cambiare residenza, ricreando però sempre lo stesso spazio domestico, o rimanere stanziali sul territorio, ma modificando continuamente il proprio ambiente di vita. In questo caso la casa si viene a configurare a piacimento del residente, espressa e materializzata attraverso internet: è l’informazione che crea la forma. Si ha così una casa davvero “a misura d’uomo”, non secondo il concetto di Modulor, ma rispetto alle reali esigenze (e facciamo un passo in più: consideriamo anche i desideri) dei suoi fruitori.

Livello ecologico: adattamento ed integrazione
L’interazione tra lo spazio antropico e l’ambiente circostante ha l’obiettivo di creare una situazione di “osmosi”, di “empatia” tra natura e architettura: quest’ultima si adatta alla morfologia del luogo, vi si adagia come facesse parte dell’ambiente e ne subisce le modificazioni attraverso un sistema di “interferenze reciproche”.
L’edificio non è più concepito come una barriera tra indoor e outdoor, ma come sistema mediatore di flussi energetici: grazie a sensori atti a recepire variazioni di temperatura l’involucro garantisce il comfort in modo dinamico rispetto alla variazione delle sollecitazioni ambientali o alle esigenze individuali. Si prevede infine che quando una persona decida di cambiare casa essa si “sgonfi”, tornando (fino al prossimo abitante) una semplice membrana mimetizzata con la natura.

Livello temporale: Dèrive e Dètournement
La “temporalità indefinita” del progetto si realizza tramite un vuoto: il vuoto e’ libertà ed offre la possibilità di usare il tempo in modo migliore perchè regala lo spazio dove viverlo. Un vuoto si può infatti usare come meglio si crede, fuori da schemi e tempi precostituiti; il “vuoto” – inteso come spazio attrezzato per movimenti e socializzazioni libere – è un ambiente funzionale alla “costruzione di luoghi momentanei pieni di vita ed alla loro trasformazione nella direzione di una passionale e superiore qualità” (Debord), in un’architettura in cui la temporalità prevalga sulla spazialità.

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