Farmhouse a Casa Corsini

Una vecchia stalla interpretata in chiave giocosa si riscopre attuale e riesce a catalizzare l’attenzione e la cura anche dei più giovani; qui la storia che ancora riecheggia, quasi sussurrata dalle antiche mura, viene riproposta in arredi iconici ma scanzonati, ironici ma anche funzionali: sono i protagonisti del precedente “vissuto” del fabbricato che ora trovano una loro collocazione definitiva e condivisa, felicemente a disposizione della città.

Sono arredi in sezione, tracce di animali di cui permane la figura a ricordare un tempo non così lontano: sono mucche che diventano tavoli, cavalli che dissimulano tradizionali librerie, maiali che si riscoprono comode panche, oche-portaombrelli o porta-riviste libere di vagabondare nello spazio e tra le mangiatoie, ma sono anche uccellini che anticipano graficamente ruolo e contenuti di ogni ambiente, segnalando così l’area di svago e per eventi, l’area di studio o lo spazio per esposizioni temporanee.

I mobili sezionati ricompongono una scena di vita quotidiana, come fossero stati colti in un attimo di dialogo serrato, ma la composizione e la ricomposizione sono alla base del progetto anche perché gli stessi arredi, smontati in singole parti, danno vita a nuove funzioni ancora: appendiabiti con le corna, bacheche “da prendere di petto”, mensole sagomate ma “di scarto”… tutto concorre ad arredare ironicamente e funzionalmente lo spazio. E chissà se, in questo gioco di ruoli che coinvolge gli arredi, la mucca avrebbe mai creduto di poter diventare un tavolo, o se gli antichi seggiolini del mungitore sarebbero stati felici della loro riscoperta e valorizzata funzione di seduta “nobile”!

Ne risulta un “puzzle tridimensionale” fatto di  relativamente pochi pezzi facilmente individuabili, che rendono la fase di smontaggio e di rimontaggio elementare; è un gioco di incastri che coinvolge gli utenti del centro giovanile fin dall’inaugurazione, quando saranno invitati ad una inedita “performance mezzadra”…

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